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 Prezzi dei Farmaci 


Previste nuove riduzioni di prezzo dei farmaci


I cambiamenti sociali, economici e politici nel nostro Paese hanno subito una brusca accelerazione nell’ultimo decennio. L’ambito della salute, a lungo risparmiato, subisce una pressione sempre più forte e vede le sue condizioni di funzionamento rimesse in questione dall’aumento continuo dei costi.

In questo contesto il farmacista, maglia importante nella catena della salute, si ritrova economicamente schiacciato tra la potente industria farmaceutica e le casse malati. Vero tampone fra questi due poli, vede regolarmente ridurre il suo margine in nome di economie in materia di salute pubblica e del medicamento in particolare. Inoltre il suo ruolo di professionista della salute sempre a disposizione del pubblico senza appuntamento non è sfruttato in maniera ottimale dagli attori economici e politici del mondo della salute svizzero.

L’entrata in forze dei medicamenti generici (copie conformi e più economiche di farmaci già da tempo in commercio) sul mercato nel 2006 ha avuto per effetto di abbassare il prezzo di numerosi medicamenti originali. Il Dipartimento federale dell’Interno ha deciso l’adozione di un’ulteriore misura per ridurre i prezzi dei farmaci: nei prossimi mesi l’Ufficio federale della sanità pubblica sottoporrà a un esame straordinario i prezzi di tutti i medicamenti a carico dell’assicurazione di base inseriti nell’elenco delle specialità tra il 1993 e il 2002 e li paragonerà a quelli dei paesi di riferimento (Germania, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda e, in via sussidiaria, Francia, Italia e Austria). Ciò significa che circa mille farmaci passeranno al vaglio dell’autorità, tra cui anche preparati che generano un importante giro d’affari, quali medicamenti antipertensivi (per abbassare la pressione sanguigna) e inibitori della secrezione gastrica (contro gastriti e ulcere). L’adozione di questa misura consentirà in futuro un risparmio continuo compreso tra 100 e 150 milioni di franchi all’anno.

I farmacisti giocano il gioco e continuano ad investire importanti risorse per tenersi al passo coi tempi. Il futuro della professione è legato al consolidamento del loro ruolo nel sistema sanitario nazionale tramite l’incremento della qualità del lavoro, la formazione continua, l’offerta di nuove prestazioni, il miglioramento delle relazioni con gli altri attori della sanità e lo sviluppo di strumenti di scambio di dati sanitari.

Ennio Balmelli, portavoce dell’OFCT