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Per
una migliore collaborazione
fra medici e farmacisti
www.saniticard.ch
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Le discussioni attorno al secondo pacchetto di revisioni
della legge sui prodotti terapeutici (LPTh) mostrano
innanzitutto una cosa: non è per domani il giorno in cui tutti
gli attori della sanità si metteranno d’accordo sui loro diritti
e sui loro obblighi.
Secondo uno studio eseguito nel mese di febbraio di
quest’anno dalla GfK Switzerland AG e commissionato da
PharmaSuisse, la popolazione accetta sempre meno la lucrativa
dispensazione di farmaci da parte dei medici in vigore in
diversi cantoni germanofoni oppure l’anonima spedizione a casa
di farmaci da parte di imprese legate alle Casse malati. Sono
metodi che precludono al paziente di avere un parere qualificato
e diretto da parte del farmacista, lo specialista del
medicamento.
Il problema dell’adesione terapeutica (la corretta
applicazione della cura farmaceutica) sta emergendo in tutta la
sua gravità. Solo una stretta collaborazione fra medico e
farmacista può apportare un beneficio decisivo in questo ambito.
I falsi incitamenti economici impediscono ogni
collaborazione sistematica fra il medico prescrittore e il
farmacista esecutore. Eppure il lavoro in tandem di questo
binomio offre numerosi vantaggi, che vanno dal semplice scambio
di informazioni al controllo vero e proprio della corretta
applicazione della terapia.
Nel Cantone Ticino, dove vige da sempre una netta
separazione di ruoli fra chi prescrive e chi dispensa, la
collaborazione fra medici e farmacisti funziona. Funziona al
punto tale che proprio nel nostro cantone parte un’iniziativa
comune fra le due professioni mediche che va proprio nella
direzione auspicata. Si tratta della
saniTIcard, un tesserino di plastica che costituisce la
chiave d’accesso al controllo della corretta applicazione delle
prescrizioni mediche.
Si tratta di un piccolo passo per il Ticino e un grande
passo verso la sanità in rete.
Andate a scoprire questa interessante novità nelle pagine
interne di questo VIVERE.
Ennio Balmelli
portavoce dell'OFCT |
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GENERICI ? SI, GRAZIE !
I “generici” sono medicamenti di sostituzione
che hanno lo stesso principio attivo (la sostanza che dà l’effetto
terapeutico), la stessa forma galenica (compresse, supposte,
sciroppo, gocce ecc.), la stessa via d’applicazione (orale, nasale,
rettale ecc.), la stessa posologia (dosi prescritte) e le stesse
indicazioni del farmaco originale (gli eccipienti possono variare)
ma costano molto meno. I farmacisti stessi non esistano a proporre i
migliori generici al posto dei preparati originali perché ne
conoscono gli effetti benefici ed hanno la possibilità di
verificarne la qualità. Inoltre il lavoro di elaborazione della
ricetta e di verifica delle compatibilità della cura - lavoro
effettuato in farmacia al momento della consegna dei farmaci - è
rimunerato indipendentemente dal prezzo del farmaco: ciò significa
che per il farmacista dispensare un originale o un generico non ha
implicazioni commerciali. I farmacisti sono sensibili alle
evoluzioni del mercato farmaceutico e sono motivati – come tutti – a
contenere gli aumenti della spesa sanitaria.
Il mercato dei
generici è in piena espansione : dopo la messa in vigore nel 2006
del decreto federale che ne incentiva l’uso, i pazienti sono
stimolati a prenderli se non vogliono essere penalizzati da una
maggiore partecipazione ai costi. Tutti gli assicurati che hanno
consumato la franchigia rischiano di vedersi fatturata una quota
parte del 20% sui loro medicamenti originali, se esiste il loro
generico, invece della partecipazione ordinaria del 10 %. Si paga
una partecipazione ai costi più alta se il generico costa il 40 % in
meno dell’originale e se il medico non specifica, tramite una nota
manoscritta sulla ricetta, che la preparazione originale non può
essere rimpiazzata per ragioni mediche. Si applica anche se il
paziente rifiuta la sostituzione per motivi di convinzione propria.
Nel 2008, in
Svizzera il mercato dei farmaci generici è aumentato del 6-7 % ed ha
raggiunto una quota globale del 12 %. Non siamo ancora ai livelli di
Inghilterra (18 %), Germania (20 %) e Olanda (17.7 %) ma la cifra
supera abbondantemente i 400 milioni di franchi e, dal 2002, è più
che quadruplicata. Nel frattempo anche il prezzo degli originali è
stato adattato alle contingenze del mercato: moltissimi prodotti
originali (che non hanno cioè esaurito il loro periodo di protezione
del marchio) hanno subito (e stanno tuttora subendo) una drastica
riduzione di prezzo che preme ancora più sul mercato dei generici.
Si crea così una spirale al ribasso dei prezzi che non può che
giovare ai costi della salute.
Chiedete quindi al medico di prescrivervi un generico di
qualità oppure discutete la possibilità di sostituzione col vostro
farmacista di fiducia : contribuirete così al contenimento della
spesa sanitaria !
Ennio Balmelli
portavoce dell'OFCT |